XXI secolo

XXI secolo

Il XXI secolo si è aperto con un ulteriore mutamento nello scenario della presenza straniera in Italia: secondo quanto riportano i dati ISTAT, la comunità straniera più numerosa è quella romena, seguita da quella marocchina e quella albanese. In crescita in termini numerici sono le comunità ucraina, cinese e filippina e infine la moldava, che fino alla fine degli anni novanta non risultava essere presente nel nostro territorio. Decisamente residuale in termini numerici è la presenza di stranieri provenienti da paesi del Centro America.

Nel territorio italiano sono inoltre presenti circa 50.000 statunitensi residenti in Italia per motivi militari e quindi stanziati in prossimità delle basi militari Nato, e la cui permanenza risponde ad altre emergenze rispetto a quelle delle altre comunità straniere presenti nel territorio italiano.

2016-2017

Al 1° gennaio 2016, in Italia sono presenti 198 nazionalità, su un totale mondiale di 232 (fonte ONU), e dei cittadini stranieri presenti in Italia, oltre il 50% (oltre 2,6 milioni di individui) sono cittadini di un paese europeo. In particolare, poco più del 30% degli stranieri residenti (1,5 milioni) sono cittadini comunitari. La restante parte proviene dagli Stati dell’Europa Centro-Orientale non appartenenti all’UE (1,1 milioni). I gruppi, le cui quote sono più consistenti, sono i romeni (22,9%), gli albanesi (9,3%) e i marocchini (8,7%): nel complesso, queste tre nazionalità rappresentano il 40,9% del totale degli stranieri residenti.

Nel 2016 sono stati rilasciati 226.934 nuovi permessi, il 5% in meno rispetto all’anno precedente e hanno riguardato in prevalenza le migrazioni per lavoro (12.873) – diminuite del 41% rispetto al 2015 – che rappresentano il 5,7% dei nuovi permessi.

Si è registrata, di contro, una rapida crescita della richiesta di nuovi permessi per motivo di asilo e protezione umanitaria che hanno raggiunto nel 2016 il massimo storico (77.927, il 34% del totale dei nuovi permessi). Le aree di maggiore provenienza, circa il 44,8%, di chi richiede i permessi di asilo e protezione internazionale sono la Nigeria, il Pakistan e il Gambia.

I cittadini non comunitari regolarmente presenti al 1° gennaio 2017 sono 3.714.137. Le prime dieci cittadinanze coprono il 61,6% delle presenze. I paesi più rappresentati sono Marocco (454.817), Albania (441.838), Cina (318.975), Ucraina (234.066) e Filippine (162.469).

Le prime dieci collettività per numero di presenze registrano tra il 2016 e il 2017 un decremento. La flessione più rilevante interessa quelle di più antico insediamento quali il Marocco e l’Albania, che hanno perso rispettivamente 55.633 e 41.121 permessi. Parte della diminuzione è riconducibile al crescente numero di acquisizioni di cittadinanza che indica una volontà di stabilizzazione sul territorio.

Distinguendo i permessi per paesi di cittadinanza, si distinguono maggiormente il Marocco (13,0%), una delle comunità di più antica immigrazione in Italia e tra le più numerose, seguito dall’Albania (12,3%), dalla Cina (8,5%) e dall’Ucraina (6,1%). Queste nazionalità considerate nella loro totalità sono quasi il 40% del totale dei permessi di soggiorno rilasciati. Le nazionalità con maggiori incidenze di lungo soggiornanti sono quelle presenti da più tempo in Italia, come l’Albania (71,1%), la Tunisia (70,8%) e il Marocco (68,2%). Nella disaggregazione per classi di età il dato più evidente è determinato dalla maggiore incidenza dei minori fino ai 17 anni nei permessi di lungo periodo rispetto a quelli con scadenza (28,5% vs. 17,9%). I motivi delle richieste dei permessi di soggiorno sono in prevalenza di lavoro (42,0%) e di famiglia (41,5%); il terzo motivo per importanza è quello legato alla richiesta di asilo (9,7%) che, rispetto agli anni precedenti, ha sopravanzato il motivo dello studio.

Popolazione studentesca

Nell’anno scolastico 2015/2016, le immatricolazioni di studenti con cittadinanza non italiana nelle scuole italiane sono state 814.851, che rappresentano circa il 9,2% del totale degli alunni. Rispetto al 2013/2014, si è registrato un aumento di 664 unità (+0,1%). L’incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica varia in modo molto significativo a seconda delle ripartizioni territoriali italiane. Nelle regioni del Nord il valore massimo rimanda alla regione Emilia Romagna (15,6%), significativamente più alto della media nazionale (9,2%), seguita da Lombardia (14,5%) e Umbria (13,8%). L’unica eccezione è costituita dalla Val d’Aosta che presenta un’incidenza inferiore alla media italiana (7,6%). Nelle regioni del Centro-Nord, invece, il valore non scende al di sotto del 10%, con la sola eccezione del Lazio (9,3%). Decisamente inferiori i dati relativi alle regioni del Sud. Nell’anno scolastico 2015/2016, confermando il dato dell’anno scolastico precedente, la scuola primaria accoglie la maggiore quota di alunni stranieri: 297.285 che corrisponde al 36,5% del totale degli alunni con cittadinanza non italiana.