Migrazioni

Tra presente e passato: la lettura del fenomeno migratorio

Una società cristallizzata nella sua distribuzione territoriale non sopravviverebbe a lungo (M. Livi Bacci, 1990)

 

            Con il termine migrazione si intende il trasferimento di una popolazione da uno spazio ad un altro e si può distinguere in flussi di entrata, immigrazioni; e flussi di uscita, emigrazioni. Tali flussi si possono esprimere attraverso dei valori assoluti, che poco riferiscono sulla composizione e caratteristiche del flusso, o attraverso dei valori relativi, dai quali si possono ricavare dei quozienti che mettono in rapporto, di norma per ogni 1.000 abitanti, il numero di immigrati o emigrati rispetto al totale degli abitanti. La differenza tra i due flussi rappresenta il saldo migratorio, che può assumere valore positivo o negativo.

            Le ragioni che spingono l’uomo a spostarsi, da un posto ad un altro, sono molteplici e caratterizzano la storia dell’umanità dai primordi; i parametri per valutare la mobilità, per questi motivi, cambiano a seconda della criticità che si vuole evidenziare.

Modelli teorici

            I primi modelli teorici sulla mobilità sono stati elaborati a partire dalla seconda metà del 1800. Rivendica la primigenia il pioniere degli studi migratori Ernst Ravenstain, che collegava i flussi diretti di migranti a equivalenti flussi di ritorno.

            Tra le più antiche e rielaborate, anche in chiave moderna, teorie della migrazione vi è la teoria push/pull, che spiega il fenomeno migratorio come l’esito dell’espulsione di flussi di persone da un territorio, caratterizzato da fattori economici critici come la scarsità di lavoro, o bassi salari, verso territori con gradienti attrattivi quali i salari più alti, servizi migliori ecc..

La teoria push/pull applicata alla realtà risulta contrastata dall’evidenza che spesso a migrare non sono necessariamente i più poveri, ma coloro che possiedono un livello minimo di istruzione, o che ambiscono a posizioni e riconoscimenti lavorativi altrimenti non raggiungibili nei paesi di origine.

La più nota tra le teorie geografiche della mobilità è quella proposta negli anni Settanta da Zelinsky che ha formulato un’ipotesi del cambiamento nel tempo delle forme di mobilità collegandole con le dinamiche demografiche e con il passaggio attraverso le diverse fasi della transazione demografica, economica e abitativa di un determinato territorio.

            La complessità della società del XX secolo, definita a più voci globale, ha richiesto il convergere di più criteri di osservazione e dell’adozione di un approccio multidisciplinare allo studio della mobilità .

Tra questi nuovi modelli proposti si ricordano:

  • la teoria centro-periferiache, mutuata dalle scienze economiche, spiega i fenomeni migratori collegandoli alla disponibilità delle risorse economiche, quali il lavoro, il capitale e le materie prime che secondo questo modello tendono a spostarsi dalla periferia, luogo della marginalità e della dipendenza verso il centro luogo di potere. Tale teoria trova particolare rispondenza nelle relazioni che si crearono nei sistemi coloniali del secolo scorso, nel periodo dell’imperialismo e nel modello Nord-Sud.
  • Le teorie dell’utilità del sitoe delle opportunità frapposteche leggono il fenomeno migratorio come un mezzo per raggiungere delle migliori condizioni di vita.
  • Il modello campagna-cittàin cui, secondo lo studioso che lo ha proposto Mabogunje, si suppone che esistano canali di comunicazione (che possono essere positivi o negativi) aperti tra i contesti rurali, luoghi di partenza dei migranti; e contesti urbani, che rappresentano i luoghi di arrivo. Coloro che decidono di muoversi sono di fatto sottoposti ad una selezione, consistente nel superamento di alcune difficoltà, quali la capacità di adattamento al nuovo contesto non solo lavorativo ma anche abitativo.

Tematiche:

  1. I percorsi europei, via mare, dell’Immigrazione
  2. Profughi ambientali
  3. Gli sbarchi nel biennio 2015-16
  4. Minori stranieri non accompagnati

Bibliografia minima:

  • Gentileschi M. L., Geografia delle migrazioni, Carocci Editore, 2009.
  • Le parole chiave della geografia, a cura di De Vecchis G., Palagiano C., Carocci Editore,in part. si rimanda al capitolo Migrazioni, curata da G. Calafiore.