Mediterraneo come insieme geopolitico

L’insieme geopolitico mediterraneo viene chiamato Mediterraneo allargato.

L’espressione è stata coniata nel corso degli anni ‘80  negli ambienti  militari italiani  per indicare un complesso regionale dai confini fluidi, disegnati dalla presenza di interessi nazionali in aree geograficamente distanti ma interdipendenti, coincidenti con il teatro d’azione delle forze armate italiane ma è ormai entrata nel lessico degli analisti insieme all’acronimo MENA (M. Oriente e Nord Africa) che indica il settore meridionale del Mediterraneo allargato, principale oggetto d’interesse degli studi sull’area.

Il Mediterraneo allargato, infatti, non è un sistema politico-culturale coerente, è piuttosto una cerniera su cui si incrociano realtà profondamente distinte. I due quadranti settentrionali, nord-ovest (Spagna, Francia, Italia) e nord-est (Balcani) afferiscono in modo più o meno organico all’Unione europea e possono per semplicità essere pensati come omogenei. Invece, i Paesi che secondo la classificazione della Banca Mondiale fanno parte del MENA (Algeria, Barhein, Gibuti, Egitto, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Malta, Marocco, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Territori palestinesi, Yemen) sono caratterizzati da economie, istituzioni, appartenenze geopolitiche molto diverse che alimentano l’instabilità della regione.