Il petrolio

IL PETROLIO

Nel 1859 fu scavato il primo pozzo negli Stati Uniti. Ciò comportò l’ammassarsi di un’ingente fortuna. Il maggior beneficiario fu John D. Rockefeller, il quale fondò una società petrolifera che in poco tempo divenne un impero: la Standard Oil. Vista però come una minaccia dall’impero americano, venne fatta smantellare nel 1911.

La Standard Oil si divise così in diverse società. Fino agli anni ’70, le maggiori compagnie  petrolifere mondiali erano sette (le sette sorelle), cinque americane: Exxon, Gulf, Texaco, Socony-Mobil, Standard Oil of California e due europee: l’inglese BP e l’anglo-olandese Shell.

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Oggi la classifica delle più grandi compagnie mondiali stilata dal Petroleum Intelligence Weekly è la seguente:

Nel Medio Oriente la storia del petrolio inizia alla fine delll’Ottocento, quando hanno inizio le contese tra tedeschi, russi e inglesi per ottenere concessioni per la ricerca di petrolio dai governi dell’impero Ottomano e della Persia.

La Francia e l’Inghilterra si accordarono per sfruttare insieme il petrolio iracheno, ma attorno al 1930 l’America riuscì ad entrare nel consorzio che sfruttava tale petrolio e in poco tempo riuscì a precedere tutti gli altri nello sfruttamento di quello dell’Iran e dell’Arabia Saudita. In questo modo il controllo del Medio Oriente passò dalle mani degli Inglesi a quelle degli americani.

Crisi del petrolio del 1973

(Fonte: Centro Studi Cabral, 40 Maps…)

Risorse energetiche in Medio Oriente

La scoperta di grandi giacimenti di risorse energetiche in Medio Oriente ebbe un enorme impatto  nell’industria petrolifera mondiale. La domanda giornaliera mondiale di petrolio fra il 1950 e il 1970  quintuplicò generando l’aumento della produzione petrolifera mediorientale grazie agli investimenti delle grandi compagnie petrolifere europee e americane: le sette sorelle.

Queste compagnie ottennero concessioni attraverso le quali gestirono tutte le operazioni legate all’estrazione e alla commercializzazione del petrolio, compreso il controllo del prezzo sul mercato internazionale.

Con l’obiettivo di acquisire maggiore peso nella determinazione dei prezzi, gli stati esportatori fondarono nel 1960 l’OPEC: un cartello economico con lo scopo di affermare il proprio peso sul mercato.

Da questo momento gli stati mediorientali si ritrovarono a godere di risorse economiche in quantità mai sperimentata prima e a disporre di uno strumento politico di grande impatto nei confronti del mondo industrializzato, come si vide, per la prima volta, nel 1973 quando i Paesi dell’OPEC  interruppero le forniture agli USA e ai loro alleati come ritorsione per il sostegno offerto ad Israele nella Guerra del Kippur.

Negli anni 70 molti paesi esportatori (per primi Algeria, Iraq e Libia) nazionalizzarono la propria industria petrolifera, aumentando così i propri introiti. La rendita petrolifera  venne impiegata da un lato per potenziare l’apparato militare, dall’altro per garantirsi la stabilità interna. La distribuzione selettiva dei proventi a un ristrettissimo gruppo vicino al vertice politico, servizi gratuiti ed esenzione fiscale all’intera  popolazione furono (e sono tuttora) gli strumenti utilizzati  per ottenere  consenso  e conservare a lungo regimi politici autoritari.